Camaiore si prepara riabbracciare la statua di San Francesco: sabato 6 giugno, alle ore 18.00, subito prima dell’inizio del lavoro dei maestri Tappetari per la notte del Corpus Domini, si terrà l’inaugurazione ufficiale della statua dopo il lungo periodo di restauro, con il riposizionamento sul suo basamento originale.
La statua, dal nome “Cantico della Luce”, fu realizzata dallo scultore Arturo Tomagnini (in arte Artom) come copia di un’altra sua scultura di bronzo, realizzata per l’Esposizione Quadriennale di Torino del 1927 grazie alla quale si aggiudicò la medaglia d’oro. Esistono, infatti, varie copie di quest’opera: tre versioni bronzee documentate, una a Moncalvo (AL), una nel cimitero di Arenzano (GE) e l’altra a Omaha, Nebraska (USA).
La copia camaiorese in marmo fu inaugurata nella sua postazione in Piazza Diaz (la ‘Piazzetta’ dei camaioresi) il 29 aprile del 1928 e vi è rimasta fino al 1944, anno in cui il tragico bombardamento del 22 aprile, che uccise decine di civili, ne mutilò testa e braccia distrusse. Si susseguirono svariati tentativi di ricollocazione della statua sulla piazza, dopo che ne vennero ricomposti i frammenti.
Un primo restauro avvenne negli anni Novanta, quando la statua fu ritrovata, a distanza di 50 anni, sepolta nel giardino di una casa di riposo in via IV Novembre, mentre tutti pensavano fosse andata distrutta nel bombardamento del ‘44: da lì lo scultore camaiorese Spartaco Lemmetti insieme a Claudio Marchetti e Claudio Tomei, coinvolgendo gli studenti dello Stagi di Pietrasanta, ricostruirono il San Francesco, utilizzando però altri materiali (gesso, resina e elementi metallici): questo non ne garantì la stabilità e causò un ulteriore un cedimento strutturale, costringendo a continue rimozioni per la salvaguardia tanto del manufatto quanto dell'incolumità pubblica.
Dell’opera originale rimaneva solo il busto del San Francesco, ma anch’esso fortemente degradato e fessurato. Partendo da questa base, l’Amministrazione Comunale ha deciso, fin dall'inizio del mandato, di avviare un iter per un restauro vero e proprio che porti la Città a riappropriarsi, in tutta la sua bellezza, di una scultura tanto cara alla comunità.
In prima istanza, la statua, custodita nel deposito comunale, è stata trasportata al Liceo Artistico "Artemisia Gentileschi" di Carrara, dove gli studenti, sotto la supervisione della dirigente Ilaria Zolesi, hanno eseguito gli studi sulla scultura: successivamente, una delegazione si è recata al cimitero di Moncalvo per eseguire i calchi e i rilievi in 3D dell’originale in bronzo, così da permettere la ricostruzione dei pezzi mancanti con precisione e accuratezza.
Adesso che tutto lo studio preliminare è terminato, l’Amministrazione Comunale ha incaricato il restauratore professionista Alessandro Fonti per procedere con il restauro vero e proprio: verranno rimosse le parti in gesso, che verranno sostituite con le ricostruzioni in marmo realizzata in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Professionale del Marmo "Pietro Tacca" di Carrara (che fa parte del “Gentileschi”), sotto la guida del professor Marco Ambrosini.
Una ricostruzione, quindi, totalmente in marmo, in grado di resistere nel tempo e certamente di più pregevole fattura, oltre che recuperare il materiale originale con cui fu realizzata quasi cento anni fa.
La cerimonia verrà arricchita dalla lettura del Cantico delle Creature e da un intervento sulla rilevanza dell'opera e sulle sue vicende storiche da parte dello studioso Riccardo Mazzoni, a cui seguiranno interventi musicali dal violino di Luna Livi e dalle tastiere di Andrea Garibaldi. Contemporaneamente, presso l'impluvium di Palazzo Tori-Massoni, si terrà una videoinstallazione su San Francesco da parte del regista camaiorese Nicola Raffaetà.
“Non appena insediata, questa Amministrazione Comunale si è messa subito al lavoro per riportare a Camaiore questa statua, a cui tutti sono affettuosamente legati nel ricordo e che identifica il nostro Centro Storico – commenta l’Assessore alla Cultura Claudia Larini -. Abbiamo voluto che tutto l’iter fosse seguito in collaborazione con gli studenti, e abbiamo trovato nelle scuole carrarine piena disponibilità a lavorare con passione e dedizione. Sarà bellissimo tornare a vedere il San Francesco nella nostra Città, dove manca da ormai troppo tempo ma che tra poco tornerà a riabbracciare”.