Cos'è
Con la mostra personale "Frammenti d’animo" presso la Galleria Europa di Lido di Camaiore, l'artista consolida la sua indagine sulla materia esposta agli elementi, trasformando la galleria a pochi passi dalla spiaggia in un dispositivo di pura emozione poetica.
L'esposizione propone un percorso antologico ed emozionale incentrato sulle ultime e più significative tappe della produzione dell'artista e si focalizza sul concetto di "oggetti a reazione poetica", espressione con cui Cherubini definisce le sue opere: tessere di un mosaico interiore destinate a scavare nel segreto profondo dello spirito umano.
Le opere esposte rivelano l'equilibrio della sua doppia anima professionale e creativa, muovendosi costantemente sul filo del rasoio tra una figurazione lirica e un'astrazione geometrico-materica di forte impatto visivo.
Nelle sue stratificazioni cromatiche si leggono la brillantezza dell'oro, l'uso sapiente della materia e l'armonia del colore, elementi che richiamano suggestioni visive di epoche passate pur mantenendo un linguaggio del tutto autonomo e contemporaneo, le opere si configurano allora come spazio dilatato e libero, capace di evocare nello spettatore emozioni intime, dinamiche e mai banali.
Leonardo Cherubini nasce a San Giovanni Valdarno (Arezzo) il 17 luglio 1963, laureato in architettura all’Università degli Studi di Firenze, vive a Reggello in provincia di Firenze, dove svolge l’attività di pittore e architetto.
Ha partecipato a varie mostre e rassegne di pittura in luoghi diversi e durante eventi organizzati da comuni, associazioni culturali e in spazi dedicati all’arte, in sintonia con il principio che l’arte debba uscire allo scoperto e diventare fruibile da tutti.
Leonardo Cherubini è un artista la cui ricerca pittorica si muove lungo il confine sottile tra l'astrazione materica e la suggestione lirica: l'opera d'arte non è intesa come semplice superficie bidimensionale o elemento decorativo, ma come un catalizzatore visivo capace di innescare una risonanza profonda e immediata con l'inconscio dell'osservatore.
La sua cifra stilistica si distingue per una sapiente e rigorosa orchestrazione dei materiali. Nelle sue opere convivono elementi effimeri e industriali, organici e preziosi: la fragilità della carta, la consistenza povera del cartone, la porosità minerale del gesso o del cemento e la drammaticità delle lastre di metallo ossidato. Su queste geografie tormentate, segnate dal passaggio del tempo e dalle mutazioni della materia, Cherubini interviene con i colori, con le velature, applicando talvolta la foglia d'oro quale innesto luminoso che agisce come un'apparizione, un punto di luce sacro e incorruttibile che riscatta la crudezza dei materiali utilizzati.
Rifiutando la banalità delle soluzioni estetiche immediate, la ricerca di Cherubini persegue un'armonia complessa e mai scontata, che nasce dal perfetto equilibrio tra forze opposte: la luce e la ruggine, la frattura e la ricomposizione. Il risultato è un corpus di opere dalla forte presenza fisica, quasi scultorea, concepite come frammenti di un vissuto interiore pronti a reagire con lo spazio circostante e con la sensibilità di chi guarda.